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Scritto da Giovanni
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giovedì 15 dicembre 2005 |
Mi chiamo Antonio, ho 39 anni sposato e padre di 2 splendide bambine. Da 6 anni convivo con una malattia detta SLA, che mi costringe all'immobilità assoluta e a respirare con l'aiuto di un macchinario. In gergo medico sono tracheostomizzato. E' proprio della tracheostomia che voglio parlare in quando molti medici la considerano un peso per il paziente e non la consigliano. Ho scoperto, che in materia c'è molta ignoranza e paura infondata. Io mi batto per far conoscere che la tracheostomia permette di continuare a vivere, sfatando i tabù che ruotano intorno ad essa. Difatti, ho scoperto sulla mia pelle, che molti dottori, approfittando della paura e della stanchezza mentale e fisica che assale un paziente di SLA, si erogano il diritto di non consigliare la tracheostomia descrivendola come un macigno insostenibile per il malato, affermando che la vita dipenderà per sempre da un macchinario. Caro Giovanni tu che sei sensibile a questi problemi, dimmi se questo non rientra in una logica di morte per evitare che il malato diventi un peso per tutti. Grazie a Dio io non sono caduto in questo inganno, per questo ti chiedo di aiutarmi a divulgare questo messaggio, oppure approfondire questo argomento come tu ritieni più necessario. Ti abbraccio fraternamente
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